Catalogo


KAMBO E IBOGA. MEDICINE SCIAMANICHE IN SINERGIA

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Giovanni Lattanzi

Kambo e Iboga. Medicine sciamaniche in sinergia

Roma, Bibliosofica, 2016. Formato cm 15x21, pagine 402, € 20,00  -  ISBN  978-88-87660-43-2

Immagine di copertina: Giovanni Lattanzi, Kambo: agradecido por toda sageza, 2012

Nota semplicemente con il nome di Kambo, la secrezione di una rana dal nome scientifico di Phyllomedusa bicolor, ha svolto per millenni un ruolo decisivo nella cultura sciamanica delle tribù dell'Amazzonia. Dall'altra parte dell'Oceano Atlantico, nell'Africa centro occidentale la corteccia della radice di una pianta sacra, la Tabernanthe Iboga, viene usata da tempi immemorabili dai Pigmei del Gabon e del Camerun.

In questa raccolta di ricerche antropologiche e scientifiche, interviste e testimonianze, oltre ad un'estensiva trattazione riguardante questi due enteogeni ancora poco conosciuti in Italia, Giovanni Lattanzi offre informazioni sulla sua innovativa metodologia.

Giovanni Lattanzi è il primo sciamano europeo ad aver elaborato un metodo di guarigione spirituale usando una sinergia di Kambo e Iboga applicando il Kambo sui Meridiani secondo le indicazioni della Medicina Tradizionale Cinese e somministrando la corteccia di Iboga ad alto e basso dosaggio.

Particolare attenzione viene rivolta agli studi sui peptidi presenti nella secrezione del Kambo effettuati dal Professor Vittorio Erspamer, nominato al Nobel per la Medicina e la Fisiologia da Rita Levi Montalcini; agli studi sull'Ibogaina, un alcaloide della corteccia di radice di Iboga divenuto noto per la sua sorprendente capacità di risolvrere problemi legati alla tossicodipendenza, ADHD e ADD; agli studi sull'attivazione da parte dell'alcaloide Ibogaina di stati di coscienza quali il sogno lucido e il sonno attivo; all'esempio di Nikola Tesla che testimonia come sogni e visioni abbiano cambiato il nostro mondo. Un intero capitolo del libro è dedicato alla tradizione tolteca di Don Juan e Carlos Castaneda, ai segreti che questa ancora cela e all'inquietante universo de los voladores.

In un'era in cui la salute pubblica viene sempre più monopolizzata dagli interessi delle big farmas, l'autore ci mostra come le più recenti ricerche effettuate sugli enteogeni stiano apportando un contributo decisivo verso la comprensione dell'universo del cervello umano e della sua intrinseca capacità di 'risettare' sé stesso e ci aiuta a comprendere come l'affascinante universo degli enteogeni sia ben lontano dai pregiudizi con i quali viene sbrigativamente liquidato in Occidente.

Giovanni Lattanzi è nato a Roma nel 1962. Si è laureato in Religioni e Filosofie dell'India e dell'Estremo Oriente con il professor Corrado Pensa che lo ha iniziato alla meditazione Vipassana. Per più di dieci anni ha praticato meditazione Zen in Francia, nella comunità buddhista di Plum Village fondata dal Maestro Thich Nath Hanh e dal 2005 è fardado della chiesa olandese del Santo Daime, il Ceu da Santa Maria. Pittore e poeta, ha tenuto mostre - personali e collettive - e performance d'arte in Europa; ha pubblicato due libri di poesie spirituali, Dall'acqua e dal fuoco (2006) e Door Water en Vuur (2007). Dal 2009 facilita cerimonie di Kambo e Iboga in vari paesi tra cui Olanda, Italia, Repubblica Ceca, Finlandia, Messico e Perù e conduce workshop per aspiranti facilitatori di Kambo interessati ad imparare il suo metodo di applicazione. Vive e lavora ad Amsterdam.

 

LETTERE SUGLI SCRITTI E IL CARATTERE DI JEAN-JACQUES ROUSSEAU - RIFLESSIONI SUL SUICIDIO

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MADAME DE STAËL

Lettere sugli scritti e il carattere di Jean-Jacques Rousseau

Riflessioni sul suicidio

A cura e con introduzione di Livio Ghersi

Traduzione di Andrea Inzerillo

Roma, Bibliosofica, 2016

Formato cm. 15x21, pagine 168   € 12,00   -   ISBN 978-88-87660-42-5

 

Immagine di copertina: Firmin Massot, ritratto di Madame de Staël accanto al busto di suo padre, Jacques Necker

Duecentocinquanta anni or sono, il 22 aprile del 1766, nasceva a Parigi Germaine Necker. Nota al mondo come Madame de Staël. Era l’unica figlia di un personaggio storico, Jacques Necker (1732-1804) e lei stessa fu testimone di vicende storiche di primaria importanza: la Rivoluzione francese, il Terrore, la sconfitta dei giacobini e l’avvento del Direttorio, l’ascesa al potere di Napoleone Bonaparte, l’impero napoleonico, la Restaurazione dei Borbone. Ciò che rende veramente interessante il lascito ideale di Madame de Staël è che in lei si siano felicemente congiunti l’espressione del nascente pensiero liberale e la rivendicazione di una ben più antica tradizione di libertà repubblicana. Il suo liberalismo era tutt’altro che un indirizzo di politica economica, ma aveva molto a che vedere con la rule of law, ossia con la concezione dello Stato di diritto, e con la lotta, tipicamente repubblicana, contro la tirannia ed il dispotismo.

Questa edizione della Casa Editrice Bibliosofica ripropone, con una nuova traduzione in lingua italiana, due dei tre saggi che Madame de Staël pubblicò per i tipi dell’Editore Nicolle nel 1814. Quando poté finalmente tornare a Parigi dopo l’abdicazione di Napoleone.

Il primo saggio, Lettres sur les écrits et le caractère de Jean-Jacques Rousseau, era stato già pubblicato  nel dicembre del 1788. Allora Rousseau non era ancora la gloria nazionale, i cui resti mortali furono traslati nel Pantheon di Parigi. Al momento della sua morte, il 2 luglio del 1778, Rousseau era un isolato: avversato e schernito da Voltaire e dagli illuministi in genere; considerato non equilibrato; ritenuto tanto scontento di sé che la tesi che si fosse suicidato non smise mai di circolare, nonostante le smentite ufficiali.

Madame de Staël contribuì a consacrare l’autore dell’Emilio e della Nuova Eloisa come «il più eloquente» tra gli scrittori di lingua francese. Lo stimò meno, invece, come pensatore politico.

Il secondo saggio, Réflexions sur le suicide, fu scritto dall’Autrice venticinque anni dopo la prima stesura delle Lettere su Rousseau. Risente di quella che ad alcuni biografi sembrò una “crisi mistica”. In realtà, si trattava del riemergere dell’esigenza religiosa. La religiosità di Madame de Staël era di impronta protestante e prescindeva dalla mediazione dei preti. Dio era la meta della sua ricerca, tanto più sincera perché liberamente condotta; lei non cessava di interrogarsi sulle conseguenze concrete che l’esistenza di Dio, concepito secondo le caratteristiche che il Cristianesimo gli attribuisce, comportasse nella vita degli esseri umani. Qui l’Autrice chiarisce bene che il suicida restringe il proprio orizzonte mentale a sé stesso ed alla propria infelicità. È un egoista. Viceversa, il modo di vivere più positivo è caratterizzato dal sentimento di “dedizione” (in francese,  dévouement). La dedizione, il “dedicarsi”, rende il senso di una scelta altruistica. Si tratta di operare il bene di altri esseri umani in carne ed ossa, o di servire una causa apparentemente astratta, perché generale, ma comunque preordinata al bene comune.

Il curatore, Livio Ghersi, è stato funzionario dell’Assemblea regionale siciliana. Appassionato di studi storici e filosofici, ha pubblicato diversi titoli per i tipi di Bibliosofica, tra i quali Croce e Salvemini. Uno storico conflitto ideale ripensato nell’Italia odierna (2007) e la silloge di scritti Liberalismo unitario (2011).

 

TEMPORA 5 - Collana di Studi Storici, Filosofici, Umanistici

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IL NOVECENTO

Roma, Bibliosofica, 2015

Formato cm 15x21, pagine 278, 

€ 15,00 - ISBN 978-88-87660-41-8

Contributi di: Giovanni Feliciani, Giuseppe Saponaro, Silvia Danesi Squarzina, Gaetano Origo, Fabio Nicolosi, Paolo Puppa, Franca Angelini, Guido Simone Neri, Giuliana Caselli, Giuseppe D’Acunto, Monica Palliccia, Giorgio Taffon, Andrea Franceschi, Silvia De Paola

Noi del Comitato Direttivo di “Tempora”  vogliamo proporre un mondo fatto di pace e di  bellezza, e non ci stancheremo mai di diffondere la cultura e la conoscenza; soprattutto attraverso i libri, che rimangono uno dei fondamentali baluardi per combattere l’ignoranza e la violenza e per ribadire il sacrosanto diritto dei popoli alle proprie aspirazioni individuali e alla tanto sospirata Libertà.

TEMPORA è un viaggio nel Tempo alla ricerca dei segni caratteristici, dei tratti fondamentali, delle idee innovative e radicali di ogni secolo, che permettano di capire quali circostanze possano collegare il passato al presente, in una sorta di continuità storica. L’intenzione è quella di rendere attuale la storia attraverso i tempi. Il periodo in cui i frutti giungono a maturazione è chiamato TEMPORA, noi lo usiamo nel significato in cui i fatti giungono a un punto storico di non ritorno. I saggi di filosofia del Tempo qui raccolti si propongono di cogliere tali aspetti, come sprazzi di luce tesi a comporre un affresco multitemporale, in modo che dall’insieme di prospettive diverse si possa risalire al senso generale o globale dell’epoca storica considerata. Giovanni Feliciani                                                                                                   

L’idea che è alla base di questa pubblicazione, è che il tempo, pur sviluppandosi in una molteplicità di periodi storici particolari, è un continuum unico che può essere analizzato analogicamente nel suo stesso costituirsi nel corso della storia umana da molteplici angolazioni, che non sempre sono su un territorio disciplinare ben definito, ma al contrario si trovano situate in zone di confine di cui nessuno (né gli storici, né i filosofi, né gli antropologi e via dicendo) può rivendicarne il pieno possesso. Questo è il modo di considerare la storia delle vicende umane di TEMPORA: la storia intesa non solo come impresa sociale, ma costituita socialmente dalla categoria della temporalità, propria dell’essere umano con tutte le sue variazioni nel corso dei secoli.             Guido Simone Neri  

Nel nuovo millennio ha senso interrogarsi ancora sul significato di quei fenomeni, che nei secoli si sono succeduti in virtù dell’amore per la speculazione filosofica? Ed è utile compararci con i grandi avvenimenti del passato, per spiegare molte delle problematiche odierne che sono alla base dei numerosi conflitti che minano le società occidentali? La risposta è certamente affermativa. TEMPORA si augura di essere un valido strumento di argomentazione per recuperare e confrontare, nel presente, le radici del nostro sapere e con esse l’immenso patrimonio che la nostra civiltà passata detiene, a torto troppo spesso dimenticato.       Fabio Nicolosi

Immagine di copertina: La signora in rosa (Ritratto di Olivia de Subercaseaux Concha) 1916  

Giovanni Boldini, Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, Ferrara

 

 

VIVERE AL RITMO DELLA RADICALITA' NELLA STORIA

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GIOVANNI FELICIANI

Vivere al ritmo della radicalità nella storia

 Roma, Bibliosofica, 2015

 Formato cm 15x21, pagine 482,

 € 20,00 - ISBN 978-88-87660-40-1

 

 

 

Bisogna sempre saper dubitare di aver raggiunto la certezza. C’è sempre qualcosa che sfugge alla comprensione. Non esiste né esisterà mai una verità o una soluzione assoluta. L’umanità sarà sempre alla ricerca, perché solo così potrà evitare di rassegnarsi di fronte all’ignoto e quindi di fermare l’evoluzione. Non esistono principi assoluti perché tutto è destinato a cambiare. Nulla è immutabile, tutto si trasforma. La mutazione è valida in ogni settore della vita. Questa concezione si può definire “vivere al ritmo della radicalità nella storia”, come se appunto dovunque esistesse una tensione radicale tesa al mutamento, al cambiamento, alla trasformazione. L’universo, il mondo, la storia, la vita, ogni essere umano, hanno tutti e tutto un “ritmo”. Ogni cosa ha un suo ciclo di nascita e di morte. Il ritmo è l’armonia del tutto. La legge della storia è il movimento perpetuo e dinamico dei cambiamenti. Questa è la legge storica del divenire: la creazione, il recupero e il superamento. Occorre “immaginare” il futuro per poter superare il presente, occorre saper intravedere il senso della storia, che è quello di migliorare le condizioni generali del pianeta e dell’umanità. Il senso della storia dell’universo è tutto nel voler sconfiggere il nulla. Lo Spirito del mondo sta nel suo struggente desiderio di perpetuare la Vita. Vi sono alcuni individui che vivono fuori del tempo presente, inseriti in una dimensione spirituale al di là del tempo, forse in una quarta dimensione mentale. Essi non si lasciano afferrare dai miti dell’oggi ma guardano al futuro, lo prevedono e quasi lo vivono. Ciò vuol dire partecipare allo “spirito” del mondo, al suo delinearsi, al suo manifestarsi, al suo farsi; e sentirsi abitanti del pianeta Terra.

INDICE: Introduzione. 1) Il pattume banalizzato quotidiano. 2) L’arroganza del potere. 3) Smascherare le false verità. 4) Il rifiuto del consumismo spettacolare. 5) Soppressione radicale di tutti i valori assoluti. 6) Verso una civiltà de-condizionata. 7) L’evoluzione verso una coscienza superiore. 8) Fondamenti e prospettive di una nuova filosofia gioiosa. 9) Amore e Armonia. 10) La rivoluzione etica interiore. 11) Lo stato anarchico. 12) L’arte di vivere. 13) La creatività come norma di saggezza. 14) Il ritmo della radicalità nella storia. 15) Il dualismo eterno. 16) I confini del mondo. 17) Teoria della sovversione e della rivolta. 18) Il senso della storia. Epilogo. Fonti.

Giovanni Feliciani (Siena, 1951), Laurea in Filosofia e Diploma di ricerca nelle Scienze storico-morali, da sempre ha una grande passione per i libri e la lettura. È stato libraio, bibliotecario, ricercatore. Ha fondato e dirige la Casa Editrice Bibliosofica, a Roma, presso la quale ha pubblicato: Bìblius. Libro dei libri  (1999), una vera e propria Enciclopedia del Libro; Bibliosofia. Scienza del Libro e della Lettura (2011); inoltre ha  curato, insieme ad altri, il volume: La cultura brucia. Anna e la libreria Uscita nella Roma degli anni ’70  (2010). È cofondatore della collana di Studi Storici, Filosofici, Umanistici “Tempora”.

Immagine di copertina a cura dell’autore: Occhi che guardano attraverso l'infinito.

 

 

LA BIBLIOTECA PUBBLICA

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VIRGINIA CARINI DAINOTTI

La Biblioteca Pubblica. Antologia degli scritti

a cura di Giovanni Feliciani

Roma, Bibliosofica, 2014 

Formato cm 15x21, pagine 88  

€ 10,00 - ISBN 978-88-87660-39-5

 

Virginia Carini Dainotti (Torino, 1911 – Roma, 2003) ha dedicato tutta la sua vita al rinnovamento e alla diffusione della Biblioteca Pubblica, e alla crescita della professione bibliotecaria in Italia. È stata direttrice della Biblioteca Statale di Cremona e della Biblioteca di storia moderna e contemporanea di Roma, poi Ispettrice generale del Ministero della Pubblica Istruzione. Sue opere principali: La Biblioteca Pubblica istituto della democrazia, 2 volumi, Milano, Fratelli Fabbri Editori, 1964; La Biblioteca Pubblica in Italia tra cronaca e storia (1947 – 1967). Scritti, Discorsi, Documenti, 2 volumi, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1969. 

I testi di Virginia Carini Dainotti riportati in questa Antologia dgli scritti sono ancora molto attuali, anche perché la “Biblioteca Pubblica”, intesa come luogo abituale di frequentazione da parte dei cittadini, è ancora un lontano traguardo da raggiungere in Italia, dove perdura una profonda ignoranza nei confronti del Libro, considerato un bene superfluo, visto che più del 50% della popolazione non legge “mai” nulla, e il restante raggiunge miserande percentuali di lettura. Virginia Carini Dainotti (1911 – 2003) è stata, dal 1936 al 1942, direttrice a soli 25 anni della Biblioteca Statale di Cremona, che riorganizzò completamente ispirandosi al modello della public library, e dove creò, nel 1938, la prima sala per ragazzi in Italia. La "Sala conferenze” della biblioteca è stata intitolata a suo nome nel 2013.

Giovanni Feliciani (Siena, 1951), è stato libraio, bibliotecario, ricercatore. Ha fondato e dirige la Casa Editrice Bibliosofica, a Roma, presso la quale ha pubblicato: Bìblius. Libro dei libri (1999); Bibliosofia. Scienza del Libro e della Lettura (2011); inoltre ha curato, insieme ad altri, il volume: La cultura brucia. Anna e la libreria Uscita nella Roma degli anni ’70 (2010).

Immagine di copertina: Sala di lettura della Biblioteca Statale di Cremona 

 
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